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Moïse Kisling: vita, stile ed eredità artistica

Pittore nato in Polonia e naturalizzato francese, Moïse Kisling appartiene a quella generazione di artisti giunti a Parigi all'inizio del XX secolo per immergersi nel fermento di Montparnasse. Vicino a Modigliani, a Soutine e a numerosi protagonisti di ciò che è stato chiamato la Scuola di Parigi, ha costruito un'opera riconoscibile fra tutte, fatta di ritratti dallo sguardo intenso, di nudi, di fiori e di nature morte. Lontano dalle rotture più radicali del suo tempo, Kisling ha preferito una via personale, in cui la precisione del disegno si unisce a un colore pieno e a una fattura liscia, quasi smaltata. Questo articolo propone un percorso misurato della sua vita e del suo lavoro, per comprendere meglio perché le sue tele continuano a catturare l'attenzione degli appassionati.

Da Cracovia a Montparnasse

Moïse Kisling nasce il 22 gennaio 1891 a Cracovia, allora sotto dominazione austro-ungarica, in una famiglia ebrea. Si forma all'Accademia di belle arti della sua città natale, dove l'insegnamento di Józef Pankiewicz, pittore attento alle correnti provenienti dalla Francia, lo incoraggia a raggiungere Parigi. Nel 1910, a diciannove anni, si stabilisce nella capitale e si unisce al quartiere di Montparnasse, che stava diventando il principale centro della vita artistica internazionale.

Qui Kisling frequenta una comunità cosmopolita di artisti, modelle, mercanti e scrittori. Stringe amicizia con Amedeo Modigliani, che realizza diversi ritratti di lui, così come con Chaïm Soutine, Jules Pascin o ancora il poeta Max Jacob. La sua socievolezza, la sua generosità e l'atmosfera del suo atelier gli varranno più tardi il soprannome di « principe di Montparnasse ». Questo ambiente, dove si incrociano sensibilità molto diverse, nutre il suo lavoro senza rinchiuderlo in una scuola o in un manifesto.

Dipinto Natura morta (Still Life) - Moïse Kisling  | Riproduzione
Dipinto Natura morta (Still Life) - Moïse Kisling | Riproduzione — riproduzione Artem Legrand

La Prima guerra mondiale segna una tappa decisiva della sua esistenza. Straniero residente in Francia, Kisling si arruola nel 1914 nella Legione straniera. Gravemente ferito nel 1915 durante i combattimenti della Somme, viene congedato, poi ottiene la cittadinanza francese in riconoscimento del suo impegno. Questo episodio radica durevolmente il suo destino in quello del suo paese d'adozione.

Una maniera riconoscibile

Lo stile di Kisling si distingue per una grande nitidezza. Il disegno, fermo e sicuro, delimita le forme con un contorno preciso, mentre la materia pittorica, applicata in superfici lisce e accuratamente fuse, conferisce alle sue tele un aspetto levigato che è stato spesso paragonato allo smalto. Questo rigore formale non esclude la sensualità: gli incarnati, le stoffe e i fiori sono trattati con un'attenzione costante alla luce e alla densità del colore.

Natura morta, Moïse Kisling
« Natura morta », Moïse Kisling — Statens Museum for Kunst

Nel suo lavoro si percepisce l'eredità di diverse tradizioni. La lezione di Cézanne si legge nella costruzione dei volumi e nell'equilibrio delle composizioni; la semplificazione dei contorni e la campitura di colore ricordano, a distanza, certe ricerche moderne, senza che Kisling adotti mai pienamente il linguaggio del cubismo o l'espressività aspra di un Soutine. Egli occupa una posizione intermedia, quella di un pittore legato alla figura e al mestiere, che mette la modernità al servizio di una chiarezza quasi classica.

Ritratti, nudi e nature morte

Kisling è anzitutto noto per i suoi ritratti, in particolare quelli di donne. Ne fa un genere a sé stante, in cui il volto, spesso frontale, è strutturato da grandi occhi profondi e da un'espressione trattenuta. Tra le modelle celebri di Montparnasse, Kiki (Alice Prin), figura emblematica del quartiere, ha posato per lui come per altri artisti della sua cerchia. Le sue figure femminili, che si tratti di ritratti o di nudi, sono tra le immagini più diffuse della sua opera e hanno largamente contribuito alla sua notorietà. Una tela come Jeune fille à la jupe verte illustra questa vena in cui l'abito e il colore partecipano pienamente alla presenza del modello.

Jeune fille à la jupe verte, Moïse Kisling
« Jeune fille à la jupe verte », Moïse Kisling — museo d'arte Murauchi

Il pittore si è dedicato anche ai fiori e alle nature morte, ambiti in cui la sua padronanza del disegno e del colore trova un terreno particolarmente favorevole. Bouquet in un vaso, frutti e oggetti disposti su un tavolo gli permettono di organizzare lo spazio con metodo e di giocare con i contrasti di tono. Una Natura morta riassume bene quest'arte della composizione equilibrata, in cui ogni elemento occupa un posto ponderato e in cui l'apparente semplicità del soggetto valorizza la qualità della fattura.

A questi generi si aggiungono paesaggi, ispirati in particolare al Midi della Francia, dove soggiorna regolarmente. Anche qui Kisling privilegia la leggibilità della struttura e la franchezza dei colori, in uno spirito di misura che attraversa l'insieme della sua produzione.

Un posto duraturo nella Scuola di Parigi

Dipinto Fiori in un vaso - Moïse Kisling  | Riproduzione
Dipinto Fiori in un vaso - Moïse Kisling | Riproduzione — riproduzione Artem Legrand

La carriera di Kisling conosce una nuova svolta con la Seconda guerra mondiale. Minacciato in quanto artista di origine ebraica, lascia la Francia nel 1940 e raggiunge gli Stati Uniti, dove prosegue il suo lavoro ed espone. Ritorna in Francia dopo la guerra e trascorre i suoi ultimi anni nel Midi. Muore il 29 aprile 1953 a Sanary-sur-Mer, nel Var, lasciando un'opera abbondante e coerente.

Oggi Moïse Kisling è considerato uno dei rappresentanti di spicco della Scuola di Parigi, quella costellazione di artisti provenienti da orizzonti diversi che fecero di Montparnasse un crocevia della creazione moderna. Le sue tele figurano in numerose collezioni pubbliche e private, e il suo nome resta associato a un'immagine particolarmente seducente della vita artistica parigina tra le due guerre. La costanza del suo stile, immediatamente identificabile, spiega in parte l'affezione che appassionati e collezionisti continuano a portargli.

Guardare un'opera di Kisling significa ritrovare l'accordo singolare di un disegno rigoroso e di un colore generoso, al servizio di soggetti semplici portati a un alto grado di compiutezza. Ritratti, nudi, fiori e nature morte compongono un insieme di notevole unità, in cui si leggono al tempo stesso la cultura di un artista formatosi nell'Europa centrale e l'energia di una Parigi divenuta, per lui come per tanti altri, una vera seconda patria.

Scopri l'insieme delle riproduzioni di dipinti di Moïse Kisling.

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